Ha sessantasette anni oggi Gregg Allman, nome icona del southern rock. E' sopravvissuto a una piscina d'alcol, a una montagna di droghe, a un recente trapianto di fegato. Non s'è mai fatto sconti ed ha sempre raccontato tutto: anche in libro autobiografico, My Cross to Bear. Sta meditando un nuovo disco solistico, dopo l'eccellente Low Country Blues del 2011, e quest'estate sarà ancora su un palco, a macinare date con gli amici Doobie Brothers, altre pellacce sopravvissute a tutto. Intanto, ecco una bella celebrazione, in cd e dvd (due brani in più) , per quel suono rugginoso e scintillante assieme costruito con un impasto misterioso di boogie, rock, rhythm and blues, soul, derive psichedeliche, che ha fatto grande gli Allman Brothers. Registrazione dal vivo del gennaio 2014 alla Grand Opera House a Macon, Giorgia, dove il Nostro è considerato (giustamente) una leggenda, e dove iniziò il lungo viaggio della sua band: si gioca in casa. Gruppo da otto elementi, praticamente una rock band coi fiati, a rinforzare tessiture già per sé piuttosto cariche. Si parte (ovviamente) con Statesboro Blues, si approda a One Way Out passando per Melissa, Midnight Rider, e praticamente ogni altro classico sudista vi venga in mente. La voce s'è arrochita, i tempi si sono fatti meno pressanti, la classe è intatta. (Guido Festinese)

