Debuttò come attrice cinematografica nel ’76, con Carrie, lo sguardo di Satana, pregiata ditta Brian De palma. Sui palcoscenici di Broadway invece c’era dal ’69. Nel 1983, con uno dei musical più clamorosamente di successo dell’era moderna, Cats, vinse un Grammy. L’abbiamo vista poi con Woody Allen, con Roman Polansky, e via citando. Che cantasse bene, la signora, era un dato di fatto. Che avesse però un cuore saldamente piantato nella popular music di ispirazione freak e psichedelica, è un bella sorpresa. Emerge, il tutto, in Ghost Light, cofirmato e prodotto dal grande T Bone Burnett: dove troverete episodi Jefferson Airplane (Comin’ Back To Me), ma anche cose che cantava Abbey Lincoln, standard classici, Dreamsville di Henry Mancini, e perfino un lungo episodio improvvisato, fatti di brume, mistero e sospensione, che sembra un incrocio da dieci minuti tra atmosfere post rock e un inedito dei Velvet Undergound. Aggiungete al tutto la chitarra mutante , acustica ed elettrica, di Bill Frisell, ed avrete idea della caratura del disco della signora. (Guido Festinese)


