Il nome, che suona piuttosto esotico e curioso alle nostre orecchie, è quello d'arte di Pedro Canale: produttore, remixer, genio gira-manopole. Qui al suo terzo lavoro solistico. La coloratissima immagine naïf di copertina, con due sciamani che fanno levitare una donna in trance può dar conto del tutto: questa è musica che affonda le radici profonde nelle note popolari d'america latina, in quella Argentina in particolare, la terra di Canale, ma con assortite curiosità per tutti i paesi attorno. Gli apporti di folate acustiche di strumenti “tradizionali” , piccoli cordofoni soprattutto, e qualche innesto di voci fragili e deliziose rendono misteriosa e palpitante al contempo questa splendida musica, che potrebbe rammentare esperienze simili con le note “etniche” coniugate ai beat elettronici tentate da Bill Laswell. (Guido Festinese)

