Ecco un disco gentile e sognante che potrebbe essere amato da fasce ben diverse di pubblico. Chi cerca voci armoniose e fuori dal tempo, chi va alla ricerca i soluzioni melodiche non banali, chi vaga cercando timbri nuovi, sorgivi, di quelli che sembrano sempre sul punto di rammentare qualcosa, ma poi non assomigliano a niente e nessuno. Giuditta Scorcelletti nel 2013 era per strada, tra i magnifici scorci medievali di San Gimignano, e cercava di raccattare qualche soldo cantando con la sua voce luminosa e antica al contempo vecchie canzoni popolari toscane, quelle che piacciono a Riccardo Tesi. Siccome i piccoli miracoli succedono, ecco che per le vie del paesino incantato passa Michel Hoppé, l'uomo che guidava etichetta A&R per la Polygram, per capirsi il talent che aveva scoperto gente da nulla quale Vangelis e Jean Michel Jarre. Folgorazione sulla via di San Gimignano: un biglietto da visita lasciato nelle mani di Giuditta, scambio di mail. E un disco che nasce piano piano su composizioni di Hoppè, con il fido chitarrista Alessandro Bongi, e qualche tocco di violoncello, tabla, flauto. Risultato: nelle vicinanze di un piccolo capo d’opera. I miracoli accadono, si diceva. (Guido Festinese)


