Ecco un disco che potrebbe riconciliare con la musica d'autore brasiliana anche chi ha ben poca attitudine a farsi piacere le note della terra di Caetano Veloso. Raiz (che vuol dire “radici”) è il lavoro che festeggia i cinquant'anni di carriera di Joyce Moreno, la signora delle note intessute di samba e saudade che sembra ancora una ragazzina,come Nada, ma si avvia a compere sessantasette anni. Per festeggiare il suo mezzo secolo di musica Joyce ha scelto tredici brani storico dal repertorio più classico, in pratica il suo personalissimo “best” che naturalmente contiene anche brani molto, forse troppo noti: da Desafinado a O morro não tem vez. Impressiona la tenuta vocale di Joyce, un contralto ambrato capace di duttili impennate e pieghe suadenti, alla faccia dell'età, impressiona la caratura strumentale di chi la accompagna, a partire dallo strepitoso tocco ritmico di Helio Alves. Che poi questa sia o meno la musica che adorate, si diceva, è tutt'altro problema. (Guido Festinese)


