Vedi alla voce Janis Joplin, Nel senso: quante volte chi segue le vicende delle note “popular” s'è domandato da dove venisse quel fulmine ringhioso a ciel sereno che era la voce ed il modo di rapportarsi alle parole di una canzone della sfortunata signora regina della Frisco hippie? Perlopiù la risposta è univoca: Janis Joplin s'era ascoltata con attenzione le registrazioni di Bessie Smith e delle altre signore del blues “inventate” dai discografici bianchi degli anni Venti. Invitiamo però, come sempre accade con le faccende della storia, a trovare qui il tassello mancante: Janis Joplin cantava così soprattutto perché s'era ascoltata la voce di Odetta Holmes, in arte Odetta. Che blues singer non era, o lo era solo in parte (come tutti i bluesman veri, peraltro), ma quando cantava il blues, come qui, in queste memorabili ed a lungo introvabili session del 1962 a New York, squarciava il cielo con un contralto minaccioso e tinto di nero che più nero non si può. Certo, anche Dylan ascoltò con attenzione, ma è Janis l'erede. Clamorosa la formazione attorno a Odetta: Vic Dickenson, Buck Clayton, Ahmed Abudul-Malik. Sonny Terry, Dick Wellstood, e via citando: il blues intinto in un sontuoso e controllato dixieland. (Guido Festinese)


