L'anno prossimo festeggeranno vent'anni di attività: traguardo di durata, cui forse non ha fatto seguito il rilancio di popolarità che meriterebbero. Perché nell'universo composito, frastornante e a volte un po' inutile dell'alt e prog rock contemporaneo, gli inglesi Guapo dovrebbero avere un posto d'onore. Certo, non aspettatevi solari banalità dalla band: i riferimenti vanno a certe magnifiche ossessioni crimsoniane, al periscopio che scruta nel paesaggio di rovine degli Univers Zero (ma con meno cupezza), a volte sfiorando anche i maelstrom psich prog degli ultimi Motorpsycho. Ma il suono resta unico, inquietante e spietatamente intelligente: vedi ad esempio la suite iniziale, che fa emergere un riff sontuoso solo al decimo minuto, dopo aver cartografato ogni angolo dell'inquietudine. (Guido Festinese)


