Che ne dite di un pianista triestino che sembra avere il dono dell’ubiquità, tali, tante e diversificate sono le sue esperienze? Roberto Magris in ogni suo lavoro sembra confermare il suo essere un magnifico apolide che riesce ad adattarsi a qualsiasi situazione sonora, permettendosi anche il piccolo lusso di indirizzarla. Quando è in Europa ad esempio spesso lavora con il suo MUH Trio che ha base strategica a Praga, con Frantisek Uhlir al contrabbasso e Jaromir Helesic alla batteria. Interplay superiore, un “drive” ritmico sotto le dita di Magris fluente, denso e inarrestabile, e l’intelligenza “storica” dell’uomo che sa recuperare due grandi schegge dimenticate da altrettante figure oggi colpevolmente trascurate: l’Herbie Nichols di Thirld World, che fu una sorta di “Monk nell’ombra”, e Joicie Girl di Don Pullen, il pianista debordante e implacabile che fece grande l’ultima formazione di Mingus. (Guido Festinese)


