A quanti lavori discografici regalereste l'aggettivo “sorprendente”? Ben pochi, tutto sommato, nel profluvio di incroci, scambi, tentativi, meticciati tra ceppi musicali diversi che hanno saturato ogni nicchia stilistica. Eppure questo è un disco sorprendente, forse perché neppure vuole esserlo. Frank Woeste è un grande tastierista tedesco di stanza in Francia, dove collabora con musicisti come Portal e Ibrahim Maalouf. E proprio il trombettista specializzato nel suonare le scale impossibili con i quarti di tono, assieme alla voce lunare di Youn Sun Nah, e due archi “classici” sono ospiti della seduta d'incisione, costruita, oltre che sui tasti, sulla chitarra mutante di Ben Monder, una specie di camaleonte capace di adattarsi ad ogni situazione, e sulla batteria disarticolata di Justin Brown. Cosa suona Woeste? Una specie di funk trattenuto, imprevedibile e futuribile, attraversato da una selva di timbri diversi ad ogni brano. Ignorarlo sarebbe un peccato di inguaribile snobismo. (Guido Festinese)


