Un flicornista svizzero, una virtuosa suonatrice giapponese di koto, la cetradi origine cinese, un chitarrista norvegese, un bassista e leader di seduta algerino, un batterista francese con sangue spagnolo. Effetti (notevoli) della globalizzazione in musica, l’unica che non apporti miseria e dolore, ma arricchimento spirituale e gioia della condivisione delle note. Il flicornista è Mathieu Michel, dal suono leggero, assorto, sensuale, e spesso protagonista dell’esposizione della linea melodica principale, la suonatrice di koto è Mieko Miyazaki, il chitarrista Eivind Aarset, il batterista Philippe Garcia, il titolare della seduta per l’etichetta bavarese è Michel Benita. Tutti assieme ci regalano un lavoro di un’intensità struggente in cui davvero è lecita solo una cosa: abbandonarsi al flusso incantato di note che hanno un identità solo se prese tutte assieme, una brezza che porta aloni tintinnanti, e molte altre magie assortite. Si sarà capito: River Silver è un disco di quel “folklore immaginario” che può essere stucchevole, se mal affrontato, o meraviglioso. Qui la bilancia pesa solo sull’eccellenza. (Guido Festinese)


