Non sono poi molte le occasioni per ascoltare dal vivo l'intensa, franta voce di Abbey Lincoln, ed anche il nome della vocalist afroamericana non è esattamente il primo che viene in mente, a far mente locale sulla storia delle grandi ugole collocabili nel jazz e dintorni. Peccato. Se però avrete la pazienza di recuperare qualche disco storico del periodo “arrabbiato” di Archie Shepp, scoprirete che la voce imperiosa e quasi recitante dei suoi dischi è lei, Abbey Lincoln. In questo cd, invece, la signora è colta dal vivo al Keystyone, il locale californiano dove incidevano e si abbandonavano a lunghe jam i freaks dell'epoca, a cominciare da Jerry Garcia dei Grateful Dead. Lincoln qui ha una cinquantina d'anni, una classe infinita, e per undici intensi momenti dispiega quella voce sarcastica, un po' amara, ai bordi dell'intonazione, ma di un fascino leggendario: non a caso lei disse che aveva imparato tutto da una vocalist anti-virtuosistica come Billie Holiday, in pratica il rovescio esatto di una Ella Fitzgerald. E a Lady Day va l'omaggio finale, una splendida God Bless the Child. (Guido Festinese)


