Fra i pochi demeriti che ha il jazz, costellazione di note spugna che riescono ad assorbire e restituire quasi tutto c'è il triste capitolo “classici del rock in jazz”. Abbiamo ancora in mente atroci scempi beatlesiani fatti da signori che invece ragionavano in termini di swing, ed altrettanto esiziali esibizioni di prodezze canore scat su brani che meritavano di essere lasciati in pace, in forma originale. Non tutte le canzoni “popular”, in sostanza, possono accedere senza traumi in territori jazz, a meno di non essere traumatizzate al punto di diventare irriconoscibili, ed allora è un altro e più interessante discorso. Iiro Rantala, uomo-spugna del jazz finlandese, dunque un altro nordico, come ormai sta diventando la norma in note un tempo più orientate verso Sud rende omaggio qui in totale solitudine al suo Working Class Hero, ovvero e naturalmente John Lennon. Rimettete nel fodero i pugnali, beatlesiani uniti: il viaggio, che parte da Novegian Wood ed approda a All You Need is Love, passando per snodi ineludibili come Imagine e Oh My Love è decisamente sorprendente. Blocchi di accordi oscuri, nessun ricamo pleonastico e svenevole sulle melodie. Ce ne fossero, omaggi così. (Guido Festinese)


