L’attacco (e il titolo del brano) funzionano meglio che un’esplicita dichiarazione di poetica: Feel Good Music. Ovvero, “musica per sentirsi bene” . Potrebbe arrivare da uno qualsiasi dei grandi dischi dei trii con organo hammond che furoreggiavano negli anni Sessanta, e che ebbero poi un discreto rilancio con l’acid jazz. Ha le idee chiare il giovane chitarrista Florio Bianchi, che per realizzare Roots Interchange è andato a cercarsi Pat Bianchi, organista, e Carmen Intorre, batterista, cuore ritmico del Trio di Pat Martino. Davvero un bello “scambio di radici”, come dice il titolo, e un modo per riavvicinarci alla grande scuola musicale italoamericana. Florio ha un attacco morbido e carico di swing, nel caso subito rinforzato da una scorza “bluesy” che non lascia indifferenti., e scrive temi danzanti che invitano a battere il piede, davvero senza limiti cronologici. O da macchina del tempo, con atmosfere “boogaloo” che faranno la gioia dei “retromaniaci”. Due le cover, entrambe da Thelonious Monk: In Walked Bud e Straight, No Chaser, dove peraltro spunta la voce sapida ed ironica dell’ospite GegéTelesforo. (Guido Festinese)


