Forse non sarà stato “An Italian Massey Hall”, come recita il sottotitolo di questo nastro perduto, e ora sapientemente riproposto, dopo opportuno restauro, su cd: anche perché fa un po' sorridere, vedere accostato il locale canadese alla località abruzzese, e sia detto senza ombra di supponenza. Però qui avete un'altra (l'ennesima) testimonianza di perché Massimo Urbani sia stato il più grande talento espresso dall'intera storia del jazz italiano. Quella sera il contraltista geniale e dalla vita pericolosa, percorsa tutta col piede sull'acceleratore dell'autodistruzione aveva accanto Attilio Zanchi, memorabile signore del timing, il compianto Giampiero Prima alla batteria, ed un immenso Franco D'Andrea che ancora stata reimpostando la propria carriera in varie formazioni, dopo la fine dell'esaltante avventura jazz rock del Perigeo. Urbani suona da par suo: con quella foga febbrile che ogni volta faceva sembrare il suo concerto come l'ultimo possibile. Però chi ama D'Andrea troverà qui una stupefacente esibizione ( diciannove minuti di fila!) al piano solo di No Idea Of Time, un autentico, coltissimo viaggio nell'intera storia del pianoforte jazz, dallo stride e dal ragtime alle avanguardie. (Guido Festinese)


