Che ci fanno assieme in un dischetto iridescente Pierluigi Palestrina e Duke Ellington, i Rolling Stones e Lester Bowie? Per dirla con il Presidente Mao di tanti fa, “gran disordine sotto il cielo, la situazione è eccellente”. E l'eccellenza qui si chiama complessivamente Brass Bang! (che poi significa “quando gli ottoni sparano”, o giù di lì), ma singolarmente sono Paolo Fresu (tromba, flicorno, cornetto, tromba tascabile, elettronica), Steven Bernstein (tromba, tormba a coulisse, flicorno, voce), Gianluca Petrella ( trombone), Marcus Rojas (tuba, voce, percussioni). Un gruppo di coltissimi guastatori scelti che stavolta non oltrepassano gli steccati fra i generi: li schiantano con l'onda irridente e magnifica di quel jazz ben lontano dalla definizione di Frank Zappa (peraltro riportata in copertina): “il jazz non è morto, ha solo un curioso odore”. Benvenuti nella terra di nessuno e delle sorprese, con un orecchio alla magnifica Brass Fantasy e uno alla Brass Ecstasy Band di Dave Douglas. Ma con parecchia furfanteria mediterranea in più. E derive quasi post rock. (Guido Festinese)


