Azzeccare, nella qualità, è già notevole: specie se il lavoro si dipana su molti anni, e la guerra di logoramento della noia è in agguato. Perseverare nella qualità è quasi diabolico, ma c'è appunto un trucco luciferino: far finta di essere al capolinea, e poi tornare più freschi e forti di prima. I Doctor 3 di Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra hanno tirato avanti con rilassata eleganza fino al 2009, poi si sono presi una pausa. Adesso tornano con un disco della rinascita che, al solito, (e per fortuna) spariglia completamente le carte di cosa siano i materiali per suonare jazz; ci trovate Life On Mars di Bowie, quell'orrore in falsetto di How Deep Is Your Love, che qui diventa, sotto le dita dei tre, un nobile pezzo quasi gershwiniano, Light My Fire dei Doors, Hallelulujah di Cohen. Il resto scopritelo voi. Tutti “trattati” come se fossero doni del cielo. O del diavolo? (Guido Festinese)


