Da molti anni il pianista Roberto Magris ha concentrato i propri sforzi negli Stati Uniti, trovando partner eccellenti e una nicchia di visibilità che in Italia gli è spesso – a torto – negata. Questo è un progetto (il primo: ne seguirà un altro, con altra formazione) interamente rivolto all'opera di Lee Morgan, fiammeggiante trombettista hard bop scomparso troppo presto, e giustamente molto rimpianto. Tant'è che i suoi dischi sono a tutti gli effetti oggetti di culto. Magris ha al fianco in sala d'incisione il grande Albert "Tootie" Heath, che mise piatti e pelli al servizio di Lee Morgan agli inizi, a Philadelphia, innervando la già potente musica del trombettista di un surplus d'energia. Il posto di Morgan è "rilevato" dal bravo Brandon Lee, che non cerca certo di emulare Morgan, ma di suggerirne la presenza, sorretto dalla carica ritmica del pianista italiano. In coda un'intervista in tema a Heath. (Guido Festinese)

