La stagione in cui dalla corteccia degli aceri si ricava una linfa dolce e gustosa: ecco a cosa fa riferimento il titolo dell'ultimo album di Beth Orton. Dopo sei anni d'assenza dalle sale d'incisione la song-weiter inglese torna a inanellare una serie di brani colmi di delicatezza e di profondo intimismo. La voce di Beth Orton infonde grande suggestione alle ballate più riuscite dell'album: la splendida Magpie, colma di riferimenti alla tradizione folk, la suadente Candles e Mistery, un piccolo gioiello d'intensità espressiva e di maestria vocale. Il soffice tappeto sonoro, nella cui trama s'inseriscono il violoncello e il piano elettrico, la viola e la chitarra acustica, offre un contesto ideale per le intime riflessioni e le storie di vita quotidiana narrate da Beth Orton. Con sofisticato lirismo e senza la minima traccia di autocompiacimento o di stucchevole ridondanza. (Ida Tiberio)


