L’album verde risulta infatti essere un power-pop onesto, senza spunti geniali e, per fortuna, senza neanche troppe cadute. E così iniziando a saltellare non appena inizia Don’t let go, alzo il volume ascoltando e canticchiando i coretti trascinanti di Photograph che ben mi fanno sperare per il resto del disco. E invece mi devo ricredere non appena entrano in scena i chitarroni di Hash Pipe, brano che non c’entra niente con il disco, ma che a sorpresa viene scelto come singolo (?!). Di Island in the sun è sicuramente da recuperare il ritornello, mentre da dimenticare gli heep heep e il video. Crab, Knock-down Drag-out e Smile passano praticamente inosservate mentre il terzetto di coda chiude il disco lasciando sperare per il futuro. Simple pages e Glorious day ridanno un po’ di forza e consistenza alle ritmiche di Rivers e compagni, mentre O Girlfriend tocca più per il testo che per la musica. Certo che se tornassero all’antico come proclamano, peraltro in italiano, sarebbe proprio un progresso... Fossi Mykel & Carli non sarei felicissimo della dedica di questo disco, avrei preteso qualcosa di più. (Giovanni Besio)

