Rimane la musica, quella sì, immutabile e oramai perfettamente connotata: ballate in bilico tra istinto tradizionale e maniere approssimative; un’ispirazione artigianale eppure assoluta e “classica”. Come d’abitudine, Howe si circonda di amici e compari per vestire le canzoni; ci sono M Ward, i Grandaddy e Scout Niblett a riempire gli arrangiamenti. Il risultato, e non deve suonare in alcun modo come una citrica, è solito. Solitamente ottimo, alla maniera di Howe. (Marco Sideri)

