Piccoli Beirut crescono. O meglio: spuntano. “Dance Party…” è l’esordio di Brandon Bethancourt, concittadino, collaboratore e sodale del giovane Zach Condon in arte Beirut. Come Beirut, quello dell’inizio, Brandon compone musica da cameretta (musica indie, se volete) con orizzonti sconfinati. Le tastiere a bassa fedeltà, i ritmi sintetici, gli inserimenti di fiati e archi, i notevoli passaggi strumentali tratteggiano melodie ambiziose, influenzate dalla musiche dell’Est come da mille colonne sonore di ieri, senza rinunciare tuttavia al fascino spontaneo del cantautore alla ricerca di un suono. È meno attento alla tradizione, questo disco, rispetto alla filologia moderna di Beirut (che comunque compare in più d’un pezzo) ma riesce come lui a rimescolare carte abusate in forma nuova. (Marco Sideri)
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