I primissimi anni Settanta anglo-irlandesi, si sa, videro l'affermarsi del 'folk baroque'. Fairport Convention, Amazing Blondel, Lindisfarne e Albion Country Band erano e restano i maggiori nomi di quella scena. Al loro fianco si mossero anche entità minori, un folto panorama di folk underground, popolato da folletti quali Trees, Spriguns, Stone Angel, Ice, Forest, Mellow Candle, Ithaca... Affini a questi ultimi erano anche i Tudor Lodge, meteora responsabile d'un solo stupendo lp omonimo uscito nel 1971, a un anno dalla nascita, per la Vertigo. La loggia tudoriana era un trio maschile e femminile, dotato di eccellenti proprietà vocali e di ottima preparazione musicale. Folk progressive il genere da loro prescelto, per un disco d'atmosfera, raffinato e mai privo di originalità. Molto complessi ed a tratti straordinari gli arrangiamenti, sempre curatissimi. Tra i brani migliori, il rifacimento della classica Kew Gardens, Willow Tree e The Lady's Changing, per molti il pezzo forte dell'album.
Cristallini il canto, il piano e il flauto di Ann Stewart, ma anche i chitarristi Lyndon Green e John Stannard non sono da meno sul piano tecnico e compositivo. Il nome, ambizioso e altisonante, derivava in realtà da un pub di Reading. Molti infine i collaboratori illustri. Un capolavoro di scintillante purezza, una riedizione – questa della Esoteric – meritoria e a lungo attesa. Con una delicatissima bonus-track. (Davide Arecco)






