Diario del 9 novembre
Devo stare attento a non mettermi sulla porta, perché inevitabilmente mi prendono per un ufficio informazioni. Sapete già della mia fobia per chi mi chiede dov'è il numero 2, ma oggi uno si supera, "Scusi il 2 di via San Vincenzo?", io, la solita risposta, "All'inizio", ma lui mi sorprende "Ah, ma allora è il 4!".
Un altro signore si aggira sull'angolo che porta al nostro reparto usato, davanti al cartello che indica la Banca Etica, mi si avvicina "Sa dove è l'Etica?". Non gli rispondo, mi limito a indicargli il cartello che è davanti a lui.
Eccolo è un po' che non passava, "Ciao Gian, ciao Carlo", che poi sono sempre io, "Hai Supernatural di Santana? Sai quel chitarrista coi baffetti".
I clienti a volte ci danno soddisfazione, "Mi fai vedere l'ultimo di Hackett", lo guarda e conclude "Lo prendo, perché se non lo prendo qui, dove lo prendo?". Come quando i contadini dicevano "Mangia, mangia, se no lo diamo ai maiali".
Telefono "Discooocluuub", "Avete il cd di De Andrè con La guerra di Tito?", "Vuoi dire il Testamento di Tito o la Guerra di Piero?", "Tito", "Sì lo abbiamo", "Bene, vengo da Sampierdarena, prendo il 20 e scendo a Principe". Ha sbagliato stazione, non glielo dico, vediamo quanto ci impiega a trovarci.

