Diario del 17 febbraio
Il personaggio del giorno non tocca a me, ma a Dario. Entra nell'intervallo, quando io sono a mangiare, dopo un giro in negozio dice a Dario, "Ho visto che non c'è molto dei Sex Pistols", Dario è sorpreso, si avvicina alla casella del gruppo di Vicious, gliela mostra, "Ci sono sia Never Mind The Bollocks, sia The Great Rock 'n' Roll Swindle, i due album ufficiali", l'altro "E basta?"; lascia perdere i punk e sposta il suo sguardo sulla casella vicina di S.R. Vaughan, "Di questi cosa mi consigli?", Dario, "Questo, è l'unico live uscito quando era ancora vivo", l'altro trasalisce, "Perché, è morto? Non lo sapevo, io sono un suo grande fan", Dario deve pensare 'Questo è fuori', ma invece si limita a "E' morto nel 1990 in un incidente aereo", e quello, in ansia, conclude con "E' morto anche il fratello?".
A me tocca invece un vecchio nostalgico, cerca jazz anni '50, gli trovo i dischi che cerca, un Gerry Mulligan e, soprattutto, Take Five di David Brubeck; poi passa a "Quel pezzo meraviglioso di Enya degli anni '80", ce l'ho e lui, "Un'ultima richiesta, una bella raccolta degli Spandau Ballett", servito. "Vede, questa è musica che scalda il cuore, io sono vecchio, ho bisogno di questi artisti e dei film degli anni'70 per riscaldarmi il cuore", io, "Beh, insomma, vecchio...", lui, "Eh, sa, io sono del '53", io, "Eh, sa, io sono del '47".

