Leggerezza sembra essere la parola che sottende il primo disco di un duo attivo già dal 2010 (lascia una prima traccia nel 2005, in “L’amico di Cordoba” del trio Xavier Girotto, Peppe Servillo e Natalio Mangalavite, in cui Demuru era voce ospite) e che in occasione della partecipazione al festival di Berchidda nel 2016 viene esortato da Paolo Fresu ad incidere un album per la sua etichetta. La troviamo, la leggerezza, nel legno del titolo (“Balza”), in un libro di Sergio Atzeni – autore mai troppo rimpianto – che si fa canzone (“Passavamo”), nella capacità di mettersi a nudo nella formula del duo voce e pianoforte che non lascia spazio alla mistificazione, in un viaggio immaginario tra la Sardegna della Demuru e il Sud America dell’argentino di Cordoba Mangalavite, da fare a piedi come sarebbe piaciuto a Chatwin (“A due passi da te”, “L’uomo che per caso”) e con le ali, come sarebbe piaciuto a Calvino. Leggerezza nell’affrontare, “Senza Paura”, Vinicius e Toquinho o “I Monti di Mola” del monumento De Andrè, “Gracias a la vida” di Violeta Parra, o “Via Con Me” di Paolo Conte. Leggeri infine come coloro che tornano al sud “come si torna sempre all'amore” (“Vuelvo al Sur”, musica di Astor Piazzolla, parole del regista Fernando Solanas), con la gioia e l’improvvisazione che caratterizzano le cose autentiche come questo piccolo grande gioiello. (Danilo Di Termini)


