
Terzo album per il quintetto di Dave Douglas, con la novità del sax Donny McCaslin insieme ai collaudati Uri Caine al piano Fender, James Genus al basso e Clarence Penn alla batteria. Lo stesso Douglas ammette una particolare attenzione al lavoro dell’ultimo, splendido, gruppo di Wayne Shorter, non tanto nel sound, quanto nell’attenzione alla scrittura (tutti i nove brani sono inediti) e al rapporto tra gli assoli e la partitura complessiva, articolato e mai confinato alla struttura tema-assolo-tema cui ci ha abituato molto neo hard-bop.
A tratti il ricordo, inevitabile, di Davis (una summa del periodo acustico e di quello elettrico in “The team”), ma anche di Mingus in “Elk’s club” e la sorpresa del tenore di McCaslin, caldo e torrenziale in "Culture Wars” e “Sheik”.
(Danilo Di Termini)