Lontano dalle mode e dai clamori, il settantacinquenne pianista di Montreal ha sempre proseguito imperterrito il suo percorso iniziato sotto gli auspici di Charles Mingus e Art Blakey nel lontano 1954. In questi anni ha attraversato (ma sarebbe meglio dire segnato) ogni genere di avanguardia, il che gli ha forse impedito di raggiungere una più vasta notorietà; ma il suo è un pianismo di grande lirismo, come dimostrano questi dieci brani registrati in solitudine in un incantevole villaggio delle Alpi austriache, dieci variazioni in cui riaffiorano schegge e frammenti del suo universo poetico, alternate a improvvise citazioni e rigorose e lucide improvvisazioni. Una straordinaria carriera riassunta in uno dei miglior dischi dell'anno. (Danilo Di Termini)
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