Chiara Civello è un’italiana 'emigrata' giovanissima a Boston e poi a New York; un demo di una sua canzone lasciato al produttore di Joni Mitchell, Russ Titelman, le apre le porte dell'etichetta Verve per un primo disco con musicisti come Mike Mainieri, Mark Stewart, Steve Gadd, Larry Goldings. Passano due anni, cambiano i compagni di strada e Chiara è pronta per il secondo disco: ma quello che là era compiutamente riuscito, un miracolo di equilibrio sospeso tra il jazz e i ritmi latineggianti della bossa nova, qui non funziona: le canzoni si succedono dignitosamente e scivolano via, senza lasciare tracce particolari. Un paio di titoli in italiano (uno rischiosissimo, ma non è una cover: “Un giorno dopo l’altro”) il resto in inglese, ma la monotonia non cambia: provaci ancora Chiara. (Danilo Di Termini)

