
Pianista, compositore, produttore, il belga Marc Moulin ha formato il suo primo trio jazz nel lontano nel 1961, iniziando subito dopo una lunga collaborazione con Philip Catherine e accompagnando tutti i jazzisti americani (Slide Hampton, Dexter Gordon, Benny Bailey, Clark Terry, Johnny Griffin tra gli altri) che passavano da Bruxelles negli anni ’70. Poi la svolta: nel 1978 fonda i Telex (gruppo di pseudo-culto che con la nenia techno-pop “Moskow Discow” si inserisce nel filone Kraftwerk, volgarizzandolo non poco) e due anni dopo arriva “Banana split”, indimenticabile hit per Lio. L’approdo al lounge-jazz a questo punto è inevitabile: nel 1999 il contratto con la Blue Note con cui incide “Top Secret” nel 2001 (più di 100.000 copie vendute) e “Entertainment” nel 2004. Adesso è la volta di “I am you”, piacevole intrattenimento di sottofondo che sul sito di Moulin viene presentato come “a dark and mellow trip”. Può darsi che sia così: a tratti il disco si fa ascoltare con estrema piacevolezza e non si può negare una notevole abilità tecnica dei musicisti coinvolti; ma per decreto sarebbe necessario impedire la riproduzione del suono della tromba di Miles Davis dell’ultimissimo periodo elettrico (quello da “Tutu”in avanti per intenderci) e l’utilizzo di tastierine elettriche e organetti alla lunga piuttosto irritanti. Forse così si riuscirebbe a rivitalizzare un genere che altrimenti continuerà a confondersi con il chiacchericcio da aperitivo dei cocktail-bar dove sembra confinato a restare.
(Danilo Di Termini)
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