| 04 Settembre 2011
DISCO MIX a cura di Jedediah LelandIl 5 settembre 1977 la sonda spaziale Voyager 1 veniva lanciata da Cape Canaveral. Lo scorso agosto, poco prima di compiere trentaquattro anni e dopo aver sfiorato Giove e Saturno, abbandonava il Sistema Solare per inoltrarsi nella Via Lattea nella speranza di incontrare una qualunque forma di vita aliena alla quale far 'ascoltare' il "Golden record", un disco che custodisce gelosamente al suo interno. Si tratta di un ellepi di rame placcato in oro, inciso a 16 giri e chiuso in un cofanetto sigillato, con testina e puntina incluse, nella speranza che tra Vega e Orione qualcuno abbia ancora un giradischi che gira a quella velocità.
E nell'auspicato caso, che cosa vi troverebbe il nostro simpatico extra-etraterrestre? Una varietà di 115 immagini, un gran numero di suoni naturali (onde, vento, tuoni, il canto degli uccelli e quello delle balene), i saluti in 55 lingue diverse (dall'Accadico alla lingua Wu, quella parlata nella municipalità di Shanghai) e il messaggio dell'allora presidente degli U.S.A. Jimmy Carter e del Segretario generale delle Nazioni Unite Kurt Waldheim. Niente d'interessante, almeno per chiunque abbia ancora in casa (o nella sua navicella spaziale) un Lenco o un Thorens; se non fosse per una singolare compilation musicale, forse la più variegata mai immaginata da mente umana (la quasi coeva "Mixage Inverno 1983" che comprendeva Gazebo, Los Joáo, Cless, Madeleine Uzho è stata evidentemente assemblata da una scimmia, nemmeno particolarmente intelligente).
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