Rock

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ImageBen Harper con i suoi “Criminali Innocenti” approda al quinto disco in studio con il solito personale eclettismo. Come uno studente che sfoglia un’enorme enciclopedia della musica, Ben inghiotte nelle sue composizioni suggestioni provenienti da posti e musiche diversissime. Il reggae vicino al blues elettrico, al soul e alla ballata acustica di marca Bob Dylan, tutto filtrato e raccontato da una voce originale e sincera.

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ImageIl folk delle isole britanniche cerca da diversi anni nuove leve in grado di ascendere ai livelli dei grandi personaggi degli anni ’70 come gli sfortunati Nic Jones e Shirley Collins o gli ancora  attivi  Martin Carthy, Dick Gaughan e Andy Irvine. Uno dei nomi più qualificati è  quello di Kate Rusby che, grazie anche all’aiuto di John McCusker, si è sempre mantenuta all’interno di suoni  morbidi e gentili senza  cadere  vittima delle cotonature new age che tanto ridicolo hanno gettato sulla musica tradizionale nel corso degli anni ’90.

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ImageEx chitarrista dei misconosciuti brit-rockers Longpigs e session man di Pulp, Robin Williams e Beth Orton, Hawley si è costruito una discreta reputazione come autore di canzoni intrise di nostalgia per un passato letterario ed immerse in atmosfere noir, nelle quali può dare libero sfogo alle proprie malinconie esistenzialiste.

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ImageAnche per Tom McRae, come per i Turin Brakes e altri , il secondo album coincide con la necessità di affrancarsi da quella sorta di genere-tamagochi che fu il “new acoustic movement”. “Just Like Blood”  colloca McRae in una posizione intermedia fra David Gray e i Coldplay, proponendo una sequenza di brani strutturati in chiave acustica che partono su toni  sommessi per caricarsi, a poco a poco, di  sussulti melodrammatici (“Karaoke Soul”).

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ImageEric Andersen aveva vent’anni e una miriade di sogni nel cuore. Una sera si ritrovò a passeggiare nei quartieri collinari di S. Francisco in compagnia dei suoi miti letterari, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e altri celebri esponenti della Beat Generation. Era il 22 novembre del 1963, e in quelle stesse ore a Dallas veniva ucciso il presidente J. F Kennredy.

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ImageLou Barlow è oramai da anni l’alfiere del rock indipendente americano. Quasi un prototipo: d’età irrilevante perché in fondo sempre adolescente, impacciato e insicuro e con una forte propensione ad esprimere sentimenti fragili sotto la scorza a volte dura delle sue canzoni. Questa formula, questo tipo, ha portato fortuna a Lou, regalandogli stima da parte della critica e devozione da parte dei fans.

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