Rock

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ImageEric Andersen aveva vent’anni e una miriade di sogni nel cuore. Una sera si ritrovò a passeggiare nei quartieri collinari di S. Francisco in compagnia dei suoi miti letterari, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e altri celebri esponenti della Beat Generation. Era il 22 novembre del 1963, e in quelle stesse ore a Dallas veniva ucciso il presidente J. F Kennredy.

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ImageLou Barlow è oramai da anni l’alfiere del rock indipendente americano. Quasi un prototipo: d’età irrilevante perché in fondo sempre adolescente, impacciato e insicuro e con una forte propensione ad esprimere sentimenti fragili sotto la scorza a volte dura delle sue canzoni. Questa formula, questo tipo, ha portato fortuna a Lou, regalandogli stima da parte della critica e devozione da parte dei fans.

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ImageLa musica dei Calexico ha sempre vissuto delle due anime della frontiera americana: suoni del west e delle praterie da una parte, a nord in CALifornia, e orchestre mariachi e sombreri a sud, in mEXICO. Con Feast Of Wire, il loro quarto album, questa formula arriva ad uno splendido compimento.

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ImageCat Power è il nome d’arte, denso di presagi sinuosi e graffianti, di Chan Marshall, una giovane musicista del profondo Sud degli Stati Uniti che da alcuni anni ha trovato la terra promessa nella rutilante metropoli di New York. La bellezza aspra e inquieta della sua voce, ideale per narrare gli aspetti più oscuri e profondi dell’anima, non tarda a farsi notare e dopo una proficua collaborazione con i Sonic Youth e Liz Phair, arrivano i primi contratti discografici.

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ImageLeggende  del circuito alternativo anni ’90 nonché  perfetto esempio di nome “di culto”, gli australiani Dirty Three sono un trio strumentale che utilizza batteria, chitarra, violino e talora pianoforte. Chi già li apprezza sarà felice di sapere che “She Has No Strings Apollo” si mantiene sull’eccellente livello dei lavori precedenti con l’unica piccola novità rappresentata dai toni insolitamente briosi dell’iniziale “Alice Wading” (quasi alla Penguin Cafe Orchestra).

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ImageA volte è proprio il “piccolo” negozio che riesce a fare tendenza. Accadde, ad esempio, all’epoca dell’uscita di “Maplewood” (2000) l’ep d’esordio di Ed Harcourt. Quelle sei canzoni piene di grazia melodica  e amore per Tom Waits e Jimmy Webb stregarono l’intera clientela di Discoclub, dal post-rocker più accanito al cultore di ristampe d’epoca.

Top ten del mese

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