Rock

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Image La strana grandezza dei Blur, sempre incerti fra attrazione e repulsione nei confronti della celebrità,  trova nuovo riscontro in “Think Tank”. C’era qualche preoccupazione  per un gruppo di cui molto poco si era sentito nei quattro anni trascorsi dall’aspro (e  bello) “13” e che aveva patito il commiato del tormentato e geniale Graham Coxon . Anche l’avventura di gran successo di Damon Albarn insieme ai Gorillaz faceva temere una perdita d’interesse da parte del cantante per la sua storica creatura.

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Image  Prendete un bel po’ di country, conditelo aggiungendo moderatamente jazz e blues e sicuramente avrete un disco piacevole, ma di gusto sicuramente già noto. Se invece lasciate fare a Tim Rutili, lui vi aggiungerà quel pizzico di sperimentazione e suoni digitali che vi lasceranno senza parole mentre vi gusterete un insieme di melodie smarrite, disturbi elettronici e cacofonie assortite che esaltano la complessità e la forza dei diversi pezzi del disco.

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Image Un disco per romantici decadenti, questo “Rose”. Il giovane Maximilian affida al fiore dell’amore il compito di titolare questa sua seconda prova, e a raffinati arrangiamenti di piano e archi (sintetici e non) il compito di vestire le canzoni che contiene. Si respira un’aria vellutata e moderna in mezzo a queste undici ballate, quasi a ricreare la fumosa atmosfera dei bar degli anni ’30 in quest’epoca di internet e digitale.

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ImageProduttore di grande talento( a lui si deve il sound di alcuni dischi di Bob Dylan e degli U2), Daniel Lanois non è un autore prolifico. Il suo album precedente, For The Beauty Of Wynona, risale a dieci anni fa; un lasso di tempo del tutto incompatibile la vorace frenesia dell’industria discografica. Ma Daniel Lanois appartiene all’esigua categoria di artisti che amano l’approfondimento.

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ImageThe Good Be Tanyas, ovvero tre giovani musiciste canadesi affascinate dalla grande tradizione del folk americano. Blue Horse, il loro album d’esordio, risale a due anni fa e ciò che allora si intravedeva appena, in termini di talento e personalità, ora emerge con chiarezza. Chinatown non è solo un insieme di pregevoli ballate acustiche di ispirazione folk come The Junkie Song o Dogsong 2. E’ un progressivo accostamento alla canzone d’autore, una prova di dimestichezza con le soluzioni vocali più raffinate e, soprattutto, un omaggio appassionato alla musica popolare d’oltre oceano.

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ImageQuest’album segna una svolta evidentissima nel suono di Songs: Ohia (Jason Molina per i suoi genitori). Dove prima la parola d’ordine era “scarna lentezza” e solo di rado un poco di luce riusciva a filtrare tra gli accordi, oggi troviamo musica piena e vitale, alla maniera del Neil Young elettrico degli anni ’70. Jason esordiva nel 1997 e subito si vedeva (a ragione) attaccare l’etichetta di seguace (se non replica) di Will Oldham.

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