Stampa
PDF
Indice
NELLA TERRA DI TRISTANO
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Pagina 10
Pagina 11
Tutte le pagine

Una sera, al termine di uno dei concerti milanesi, avvenne un fatto imprevisto: tre persone rimasero sedute in mezzo alla sala dopo il concerto, attendendo l’uscita del gruppo. Questi tre personaggi erano davvero strani: il primo era alto due metri e dieci centimetri, un secondo pareva un nano e il terzo, questa volta di statura normale, aveva una folta barba. Quest’ultimo era Carlo Petrini, personaggio divenuto poi famoso per aver fondato il circuito dell’Arcigola e la guida del “Gambero Rosso”. I tre chiesero ai musicisti: “Ma voi dopo questi concerti, cosa fate?”. Il gruppo rispose che, dopo due mesi di tour, sarebbero tornati a casa per un quantomai meritato riposo. “Non verreste con noi nelle Langhe? Avremmo una proposta da farvi”. Fu così che i Lyonesse presero il treno per Torino dove erano attesi; il viaggio proseguì verso Bra, nella zona del Roero. In una cascina, venne fatta loro la proposta di far nascere un festival che si legasse alla tradizione della “questua” (richiesta) delle uova. A Bra c’era una radio privata, “Radio Onde Rosse”, che era stata chiusa diverse volte dalla polizia e ora il gruppo di Petrini voleva concentrarsi su un’iniziativa che potesse far rivivere le tradizioni popolari. Rimasero una settimana in quella cascina delle Langhe e, tra una “bagna cauda” e l’altra, unita a una bottiglia di Barolo di Bartolo Mascarello, si mise a punto il progetto: compito del gruppo sarebbe stato quello di trovare i musicisti e preparare dunque il programma dei concerti. Il festival, di cui i Lyonesse avrebbero dunque avuto la direzione artistica, non si sarebbe dovuto svolgere nell’estate ma a Pasqua, nel periodo della quaresima. Tra il 1978 e il 1981, per quattro anni, il gruppo divenne direttore artistico del  Festival Internazionale di Musica Popolare di Bra (Piemonte). A ogni gruppo partecipante sarebbe stato chiesto di fare un canto di “questua” delle uova, da qui il nome Cant’è j’euv”. L’idea iniziale era quella di un’iniziativa per la gente del luogo non molto pubblicizzata all’esterno. Fu dunque una sorpresa, il primo anno, vedere mille persone a Bra, la notte della questua, senza neppure molta pubblicità. Alcuni addirittura provenivano da Palermo, altri perfino dall’Iran. Gli inglesi per l’occasione celebrarono, coi fiori nei capelli, nel teatro di strada, la festa di St-Gorge e altri rituali di fertilità antichissimi tratti dalla tradizione popolare anglo sassone, come l'"Obby Oss" (hobby horse) della Cornovaglia. Grazie al loro prezioso “carnet d’adresses”, Mireille e Pietro avevano chiamato da tutto il mondo musicisti che venivano ospitati dalle famiglie: era un vero e proprio festival di musica popolare, organizzato però con una serietà artigianale, fuori da ogni schema, soprattutto estraneo alle speculazioni che i manager musicali hanno da sempre fatto in simili circostanze. I musicisti erano tutti “coccolatissimi” dalle famiglie piemontesi. Dopo alcuni anni e varie polemiche legate a motivi politici soprattutto con la città di Bra, che finanziava una parte dell’iniziativa, il festival entrò in crisi. E’ possibile però che, nel 2006, a trent’anni di distanza, il festival possa riprendere, e Pollenzo sarà forse il luogo di questa ripartenza.



Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
90
Valutazione Utenti
 
0 (0)
2.
Valutazione Autore
 
88
Valutazione Utenti
 
0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
87
Valutazione Utenti
 
0 (0)
4.
Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
5.
Valutazione Autore
 
77
Valutazione Utenti
 
0 (0)
6.
Valutazione Autore
 
75
Valutazione Utenti
 
0 (0)
7.
Valutazione Autore
 
70
Valutazione Utenti
 
0 (0)