Un tale scatenamento di passioni rischia, a gioco lungo, di essere nocivo per la stessa musicista e per le attese che in lei verranno d’ora in avanti riposte. Al momento si può parlare di un’autrice di talento, capace di utilizzare bene gli insegnamenti “classici” di Joni Mitchell (“She Moves In Secret Ways”) e Carole King (“One Day”) e di porsi come alternativa più inquieta e liricamente articolata a Norah Jones (“Something To Remember Me By”). Può bastare e nemmeno si dovrebbe chiedere di più. (Antonio Vivaldi)

