
Kevin Moore, in arte Keb’ Mo’, si è fatto un nome nei circuiti blues di Los Angeles grazie alle sue cover di Robert Johnson e Son House. Ma ormai, di quella visione ancestrale e rigorosa della musica del diavolo, Keb’ Mo’ sembra aver perso ogni traccia. Keep It Simple conferma la deriva semplicistica dell’artista americano verso un easy listening piuttosto risaputo che del blues conserva, nel migliore dei casi, alcune soluzioni armoniche. Solo France, Keep It Simple e Walk Back In riecheggiano vagamente l’istintualità inquieta e dannata dei grandi del blues. Il resto, viaggia sui binari di un country-rock impeccabile ma poco emozionante. E, quando Keb’ Mo’ canta, House In California sembra più in sintonia con Don Henley che con Muddy Waters. I puristi del blues sono avvertiti. I fans degli Eagles, anche.
(Ida Tiberio)