
Era davvero necessaria una raccolta che documentasse le vicende da solista di Paul Weller nelle sue produzioni “minori”, cioè lati b di singoli, strumentali, remix, cover? Chissà, abituati come siamo, sempre di più, a masticare in fretta il primo motivetto orecchiabile che viene fuori dal condominio del pop in attesa del successivo. In questo senso però “Fly On The Wall”, con i suoi tre cd, dribbla i falsi bisogni e arriva alla sostanza del rock migliore, mostrando le mille sfaccettature di un artista eclettico e per nulla superficiale, uno stilista, che ha portato il suo tocco in generi e frangenti parecchio diversi da loro. Non tutto è oro, certo, ma la lotta di Weller contro l’appiattimento è per molti versi sublime, soprattutto quando si mette a rifare i Beatles di “Sexy Sadie” o il Lennon inarrivabile di “Instant Karma”.
(John Vignola)