
Per un giovane musicista d’oggi scegliere un nume tutelare del passato e a questo ispirarsi è quasi d’obbligo. Non c’è nulla di male, anche se in certi casi (gli Interpol, per fare un nome) si sfocia nel citazionismo di poco costrutto. In altri, invece, l’opera di recupero può avere connotati meritori.
Ad esempio Patrick Wolf ricorda moltissimo un eccellente artista mezzo dimenticato quale Marc Almond (in particolare quello di Marc & The Mambas).
Stesso gusto per il sovraccarico emotivo, stessa passione per le atmosfere tra l’epico e il romantico. Wolf ha sicuramente costruito un “personaggio” (si veda anche la foto di copertina) ma in questo suo secondo album ha costruito anche canzoni dal notevole fascino melodico (“The Railway House”, “Ghost Song”) e dalle belle soluzioni strumentali fra archi, elettronica e charango. (Antonio Vivaldi)