La storia di Christina non è un copione solito per il mondo della musica indipendente: nata in Danimarca e cresciuta in Spagna, tenta la strada del rock latino (qualunque cosa significhi) prima di stabilirsi a New York, incontrare i Sonic Youth e cambiare rotta musicale. Questa svolta americana la porta a incidere “Foreign Land”; album fatto di pop sognante ed eclettico, un disco che seduce in silenzio, passo dopo passo, fino alla resa incondizionata dell’ascoltatore e dei suoi dubbi.
Le melodie sono avvolgenti spicchi di cantautorato al femminile: pianoforti, un pizzico d’elettronica, ombre e luci; la voce le cavalca velata e decisa allo stesso tempo. Un disco capace di unire sentimento e accordi senza accomodarsi nei soliti copioni di tradizione rimaneggiata. Moderno e luminoso. (Marco Sideri)

