
Tripla ed esaustiva retrospettiva per il cantautore inglese: sembra quasi di vederlo, il suono che si fa più elegante, gli arrangiamenti che si complicano e l’ispirazione che attinge in più luoghi mentre si ascoltano queste canzoni. Dalla prima in scaletta, “A New England” (1983), voce e chitarra elettrica a disegnare se possibile l’unione tra punk e cantautori, all’ultima, “Take Down The Union Jack” (2003), dove l’anima è la stessa, ma la voce si è fatta adulta e il suono meno ruvido. In mezzo ci sono la politica inglese degli anni ‘80, un viaggio in America accompagnato dai Wilco a riscoprire le parole di Woody Guthrie e la rabbia e l’amore che si portano dentro i grandi menestrelli, un un’epoca che pensa di poterne fare a meno.
(Marco Sideri)