
I Travis avrebbero potuto essere tante cose: la nuova sensazione della musica melodica (“alla Coldplay”), per dirne una. Con “sensazione” si vuole intendere un sacco di successo, di soldi, di fama e poco snobismo da parte della critica. Non è andata così: dopo l’apice (“The Man Who”, 1999) la strada è stata in salita, qualche singolo in classifica, qualche buona critica, niente colpo grosso. Per questa precisa ragione “12 Memories” è così dimesso, e così affascinante. I “12 ricordi” del titolo e la sobria grafica in bianco e nero parlano di reazione e rimpianto, di nuovo inizio. Le melodie scelte per raccontarcelo sono solidi brani acustici, venati di malinconia ma esteriormente sostenuti e solari. Ottima compagnia per l’autunno che inizia.
(Marco Sideri)