
A prescindere da qualsiasi considerazione di valore sull’ormai defunto New Acoustic Movement, è pur vero che all’inizio di questo decennio vi fu in Gran Bretagna un ritorno alla musica dell’interiorità o, come dicono gli I Am Kloot, alla musica “appassionata”. Un disco che seppe ben sintetizzare interiorità e passione fu, nel 2000, “Excuses For Travellers” dei Mojave 3. A tre anni di distanza, il quintetto guidato da Neil Halstead tenta di ripetere la stessa mirabile alchimia e muovere altri passi verso un dolce suono cosmico degno del grande padre perduto Gram Parsons. La maturazione è indubbia e viene dimostrata dal bel lavoro “a stanze” della lunga “Bluebird of Happiness” o dai decisi cambi di passo di “Battle Of The Brokenhearts”. Le canzoni però erano più commoventi in “Excuses For Travellers”.
(Antonio Vivaldi)