
Né qui ... né là: già in copertina l’artista ci indica dove (non) si trovi la terra del Cuculo: non localizzabile, né spazialmente (ogni angolo del mondo ha la sua voce), né temporalmente (uno spettro musicale ampio mezzo secolo).Ovunque il cuculo occupi nidi altrui, questa è la sua casa: una sommessa elettronica interagisce con fiati jazzistici, ed una voce inconfondibile racconta storie sconosciute che spaziano dall’affascinante all’impensabile ed al terribile, ma con un denominatore comune: far riflettere.Se ad ascoltare servono 76 minuti di attenzione, per quelle dieci pagine di parole e segni serve altrettanto: leggere e comprendere può lasciare una traccia indelebile quanto quella di un buon libro. Chi conosce Wyatt, riceve un’altra perla; chi ancora non lo conosce, riscoprirà un tesoro di emozioni che pensava inaridite. Grazie, Robert.
(Luciano Senes)