
E’ facile immaginarli i “due ragazzi pallidi” (il chitarrista-violinista Keith Molinè e Andy Diagram alla tromba) al servizio dell’imponente David Thomas, in un connubio che genera questo riuscitissimo “18 Monkeys On A Dead Man’s Chest”. L’ultima fatica del longevo leader dei Pere Ubu colpisce per la sua ricchezza ed alternanza di colori, per la sua capacità di passare da tinte forti a chiaroscuri meditativi senza rischio di dispersione. Si comincia con l’avanzare minaccioso di “New Orleans Fuzz” e le raffiche arrabbiate di “Numbers Man” che odorano di classic punk. La svolta si ha con la tenue “Little Sister”, seguita da “Prepare For The End” e “Habeas Corpus”, che abbandonano il rumore per l’ombra. Notevole poi “Golden Surf”, in cui la voce felina di Thomas accetta di lasciarsi cullare dalla tromba di Diagram. Niente male davvero.
(Erika Furci)