Oggi si ripresentano sulla scena con un disco che non continua assolutamente il discorso iniziato tre anni fa, anzi devia verso sonorità e composizioni molto più ostiche e cupe rispetto agli standard cui eravamo abituati. Tinte fosche, ritmi tribali ed ossessivi, testi criptici, elettricità distorta, streghe e demoni sono i nuovi protagonisti del secondo capitolo marca Liars, molto più vicino alle nebbie introspettive dei Microphones piuttosto che agli echi sotto cellophane dei Rapture. (Giovanni Besio)

