Stampa
 
Rock Recensioni RICHARD THOMPSON - Still
 

RICHARD THOMPSON - Still RICHARD THOMPSON - Still Hot

thompsonRichard Thompson, sessantasei anni suonati, tra i grandi guitar heroes dell'intera vicenda della popular music, anche se più seguito da un selezionato pubblico di nicchia, che da sconfinate e inquiete masse oceaniche. Tra i pochi chitarristi rock e folk rock, come scritto altre volte, a non discendere, almeno direttamente, dal blues, i suoi intervalli, le sue armonie, anche se di certo, come ogni musicista popolare che si rispetti (soprattutto se di estrazione "celtica"), capace di indugiare su catartiche inflessioni pentatoniche. Uno stile, il suo, molto raffinato, sempre o quasi contrappuntistico, a partire da un tocco sulle corde del tutto personale e inconfondibile, veicolo di un linguaggio chitarristico, espressione di una luminosa sintesi di reminescenze tradizionali scozzesi (il padre era un musicista scot delle lowlands), evoluzioni reinhardtiane, circolarità "albionica" ed energici slanci elettrici di matrice rock. Con questo "Still" Thompson pubblica il suo (crediamo) quarantaduesimo album, e più che in altre occasioni sembra che il tempo non sia passato, tanto è ancora fresca e brillante la sua vitale formula, il suo modo di intendere e pensare musica.

A portare a termine l'impresa, una dozzina di nuovi brani assemblati in nove giorni di registrazione insieme ad una serie di rodati collaboratori, lo ha aiutato la sapiente e "americana" (anche se non invasiva) produzione del demiurgico Jeff Tweedy dei Wilco, che per l'occasione ha messo a disposizione di Thompson lo studio di Chicago. Burrascosi (forse troppo) rapporti con le donne, mai (diremmo) così resi pubblici, relazioni sofferte, critica politica e sociale, magari attraverso il racconto della fine di un amore (ma non solo), omaggi ai propri idoli musicali (Django Reinhardt, Les Paul, Chuck Berry) e alle proprie radici musicali, i contenuti di questo (anche tagliente) ulteriore nuovo piccolo canzoniere. Ma a parte le parole, eventualmente ancora tutte da indagare (almeno da parte nostra), quel che questa volta ci sembra davvero contare maggiormente (come spesso del resto) è la bellezza di una musica immediata e misteriosa, popolare (nel senso di formulaica) e al contempo eccezionalmente personale, dalla lontana (anche ancestrale) e articolata provenienza e dalle ancora infinite possibilità di approdo. Immortale. (Marco Maiocco)

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Voti (il piu' alto e' il migliore)
Giudizio complessivo*
Commenti
    Per favore inserisci il codice di sicurezza.
 
 
Powered by JReviews