È successo poco fa: un amico, un sabato, davanti alle vetrine di Gian. Si parlava di Mark Kozelek (che è Sun Kil Moon e fu Red House Painters) e ha detto, grossomodo: MK è bravo, d’accordo. Ma, insomma, pubblica una valanga di dischi e non fa mai veramente centro. È bravo, d’accordo, ma quante volte vai veramente a ripescare i dischi di MK? L’amicocoglie nel segno, in qualche modo: MK è un pubblicatore seriale (3 dischi nel 2013, per dire, oltre le edizioni limitate) che di conseguenza raramente mette a fuoco il punto. Bene, qui lo fa. Lo fa con un album scuro e intenso, testi personalissimi e curati, una musica folk aspra ma capace di grandi slanci melodici. Benji è una parata di ricordi (la madre, lontani parenti, piccoli e grandi dolori) messi in musica; un modo come un altro per declinare la propria personale crisi di mezza età. (Marco Sideri)



