E' la grande sorpresa del 2013, nel panorama attuale rock ci sono state conferme e consolidamenti o delusioni, ma in questo caso la band canadese, al loro quarto disco, ha stupito chiunque. Per chi non li conoscesse e visto non sono una band famosa, i Protest the Hero sono una straordinaria fusione di progressive, alternative metal e metalcore e, tecnicamente sono forse tra le 5 band migliori del pianeta; probabilmente nessuno o in pochissimi hanno speso parole sui primi tre dischi che mancavano di un vero decollo o che comunque non avevano lasciato qualcosa di memorabile o emozionante. Volition invece è stato un'altra storia, a dire la verità l'inizio delle mie considerazioni seguiva la scia dei primi tre lavori che appunto reputavo anonimi, ma poi riascoltandolo bene ancora oggi scopro non solo passaggi strumentali clamorosi (le intrecciate prodezze chitarristiche di Luke Hoskin e Tim Millar per esempio) ma mi sto letteralmente appassionando della duttilità canora del cantante Rody Walker che riesce ad alternare nello stesso brano grow e ottave altissime, verrebbe da dire un prodigio. Pertanto in questo stratosferico plat royal di Stratovarius, Dreamtheater, NOFX, Killswitch Engage per citare qualche influenza, i brani presenti nel disco da sentire sono per esempio i due singoli: "Clarity" per il suo testo davvero strabiliante e stravagante e "A Life Embossed" che nella parte centrale è caratterizzata da combo strumentali assurde. La chicca si intitola "Plato's Tripartite" che è di altri tempi, ma ciò che può risultare bizzarro è che se in tanti incominciassero a notare questa band, sarebbero proprio loro a dettare dei nuovi tempi. Ah a proposito di tempi, visto che la parola l'ho nominata poche volte, quelli dispari si consumano in maniera frequente. Sorprendenti. (Luca Cerbara)



