Registrazione giubilante e (come) "disordinata", tanta la festosità straripante con la quale tutto si svolge, quest'ultima pubblicazione del maestro losangelino della sei corde elettrica, qui ripreso per la prima volta dal vivo in un disco a suo nome dai lontani anni '80. Un live tenuto alla Great American Music Hall di San Francisco nelle serate del 31 agosto e del 1° settembre 2011, con la partecipazione di un'ampia e spettacolare (soprattutto in forti assieme) brass band messicana (composta per la verità anche da qualche ancia), "La Banda Juvenil", con sugli scudi il roboante sax basso di Arturo Gallardo, e una serie di amici e abituali collaboratori di Ry Cooder (nella circostanza i componenti dei Corridos Famosos), come il virtuoso fisarmonicista tex-mex Flaco Jiménez, la giovane vocalist dell'indie losangelino Juliette Commagere, il vocalist afroamericano, intriso di soulfulness, Terry Evans, il figlio Joachim Cooder alla batteria, prosecutore della lezione di Jim Keltner, e molti altri. Dodici brani in tutto, due gli originali cooderiani, "Lord Tell Me Why" e "El Corrido De Jesse James", estratti dal caustico e corrosivo album del 2011 "Pull Up Some Dust and Sit Down"; un paio di cover dell'indimenticabile Woody Guthrie, la prima delle quali, la celebre e saltellante filastrocca "Do Re Mi", trasformata in una surreale e trascinante polka, con la fisarmonica di Flaco Jiménez a condurre letteralmente le danze; e la seconda, "Vigilante Man", riformulata in un profondo dirty blues, interpretato quasi alla maniera di un Elliott Sharp, con la chitarra di Cooder in evidenza come (forse) mai negli ultimi tempi; e un'altra manciata di brani graditi al menestrello californiano, già appartenenti al suo repertorio, come la conosciuta e storica "Boomer's Story". Ancora una volta Ry Cooder si conferma il rappresentante di un vitale suono americano cosmopolita e affratellante, sospeso tra country & western, blues, musica mariachi, soul, gospel, rock e rock 'n' roll. La consueta sintesi in salsa cooderiana dell'american music e della sua storia, vista da una solare California senza confini. Divertente. (Marco Maiocco)


