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Rock Recensioni ALICE IN CHAINS - The Devil Put The Dinosaurs Here
 

ALICE IN CHAINS - The Devil Put The Dinosaurs Here ALICE IN CHAINS - The Devil Put The Dinosaurs Here Hot

ALICE IN CHAINS - The Devil Put The Dinosaurs Here

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Titolo
The Devil Put The Dinosaurs Here
Anno
Casa discografica

Bisogna ammettere che William DuVall ha una bella voce, cupa al punto giusto, ma io sono della vecchia scuola; sono tra quelli che, ascoltando un nuovo disco degli Alice in Chains, non possono evitare di rimpiangere Layne Staley e di fare indebiti paragoni. E se a questo si aggiunge la morte del bassista Mike Starr, è inevitabile giungere alla conclusione che “Gli AiC non sono più quelli di una volta!”. Comunque, soprassedendo su questi aspetti di critica nostalgica, non si può negare che The Devil put the Dinosaurs Here sia un buon album, potente e granitico, giunto a quattro anni di distanza da Black Gives the Way to Blue. A dire la verità, il primo ascolto non paga: il fatto che la band cerchi di allontanarsi dal passato senza riuscirci del tutto sembrerebbe un fattore negativo, ma i brani formano un’architettura complessiva che richiede una certa concentrazione e un orecchio allenato. La scaletta è molto varia e, rielaborando le influenze di ciascun musicista, crea una sequenza che spezza la pesantezza tipica dello stoner rock dei padri, basata sulla combinazione di chitarre monolitiche e batteria martellante. Se Hollow, ha i connotati di un pezzo dei Melvins, la successiva Pretty Done ha un tono radicalmente diverso, più leggero, anche se sempre velenoso. I suoni desertici-sabbathiani vengono probabilmente dall’esperienza di Mike Inez con Ozzy, Zakk Wylde, Slash e con Tool e Puddle of Mudd; ma c’è spazio anche per aperture riflessive vicine al grunge à la Nearly Lost You. Tuttavia, i tempi del Seattle sound e di Singles sono lontani e le ossessioni di Jerry Cantrell hanno forse trovato una pacificazione, sfiorando territori acustici (Scalpel), fino a sbucare in spiragli vitali che guardano alla scuola dei Queens of the Stone Age. I demoni, però, non sono ancora stati sconfitti. (Elena Colombo)

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