Del quartetto femminile delle Savages si parlava già dallo scorso anno grazie ad alcuni singoli e alle esibizioni dal vivo; si può dire anzi che il loro fosse uno degli esordi più attesi del 2013, insieme a quello dei Palma Violets. Silence Yourself non delude, mostrando una band interprete di un suono amato da molti, il post-punk stile Joy Division/Wire/Siouxie (quest'ultima chiaramente un modello per la cantante Jehnny Beth ) ecc., che tuttavia riesce a non rinchiudersi nel puro esercizio formale, ma che invece rivisita quel genere con grande forza. Infatti, rispetto a band come gli Editors o gli Interpol, che pure agli esordi si rifacevano ai medesimi modelli, le Savages sembrano maggiormente attente a catturare l'intensità del post-punk, avvicinandosi in questo piuttosto ai These New Puritans. I brani già apparsi come singoli, da I Am Here a She Will, sono fra i più convincenti; ma anche dove il ritmo rallenta, come in Waiting For A Strife e Marshal Dear, le Savages riescono a catalizzare l'attenzione. (Marina Montesano)


